martedì 25 marzo 2008

Una premessa storica

Una premessa storica di poche righe che comprenda gli anni '70 nella loro globalità e complessità ci appare, oltreché fin troppo ambiziosa, francamente illusoria. E', quella degli anni '70, un'epoca di cui son stati versati fiumi d'inchiostro e intorno alla quale tutt'oggi si continua a scrivere copiosamente. La loro vicinanza ai giorni nostri, tuttavia, rappresenta per gli studenti di oggi soltanto un'apparente facile opportunità d'indagine. Senza contare il fatto che troppo spesso questo periodo storico è pressoché assente dai programmi scolastici superiori, la sua prossimità al mondo d'oggi rischia di generare, in occhi ancora poco allenati, una visione distorta, ora ingigantita ora rimpicciolita, degli eventi di quegl' anni. Per questo motivo, si è qui scelto di offrire una semplice quanto superficiale "visione d'insieme" degli'anni '70, servendoci del metodo cronostorico, che pur peccando in termini di connessione logica, ha il pregio di fornire un quadro oggettivo e temporalmente coerente dei fatti presi in considerazione. Resta ferma ovviamente la nostra convinzione che una conoscenza approfondita di questo periodo storico non possa in alcun modo prescindere dallo studio e dall'analisi accurata di un buon manuale ad esso dedicato.

CRONOSTORIA ANNI '70 (*):

  • 1968:
  1. Trento: occupata l'università contro l'autoritarismo accademico. Si apre in Italia il periodo della "contestazione studentesca"
  2. Si verificano agitazioni studentesche in vari Stati: Giappone, Repubblica federale tedesca, Polonia, Stati Uniti, Turchia, Francia
  3. Stati Uniti: (4 aprile) viene assassinato Martin Luther King. Sommosse dei neri in tutto il paese
  4. "Maggio francese" (10-11 maggio): ha inizio con l'occupazione della Sorbona e la "notte delle barricate" al Quartiere latino. Seguono scioperi in tutta la Francia contro la polizia e il Governo. Alla fine del mese De Gaulle scioglie il parlamento e indice nuove elezioni
  5. Stati Uniti: viene assassinato Robert Kennedy, fratello di Jhon e candidato democratico alla presidenza
  6. Stati Uniti: viene eletto presidente il repubblicano Richard Nixon
  • 1969:
  1. Francia: si dimette il presidente De Gaulle. Al suo posto viene eletto il gollista moderato G. Pompidou
  2. Stati Uniti: oltre 15 milioni di persone manifestano per la fine della Guerra nel Vietnam
  3. Italia: (12 dicembre) a Milano attentato terroristico alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana: 16 morti e una novantina di feriti. Inizia la "strategia della tensione" da parte dei gruppi neofascisti
  • 1970:
  1. Cile: il socialista S.Allende è eletto presidente della Repubblica
  2. Giordania: "settembre nero". Sanguinosi scontri (battaglia di Amman) tra l'esercito giordano e i guerriglieri palestinesi, che re Hussein vorrebbe estromettere dal paese
  3. Gli Stati Uniti riprendono i bombardamenti sul Vietnam del Nord sospesi dal novembre 1968
  • 1971:
  1. Crisi del dollaro: gli Stati Uniti sospendono la convertibilità del dollaro in oro (decisa nel 1944). Il dollaro viene svalutato anche rispetto alle altre monete occidentali
  2. La Repubblica popolare cinese viene ammessa all'ONU e ottiene un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza
  3. Scoppia la guerra tra India e Pakistan: l'Unione Sovietica appoggia l'India, la Cina il Pakistan. Intervento dell'ONU per il "cessate il fuoco". Nel Pakistan si forma un governo guidato da Alì Bhutto
  • 1972:
  1. Irlanda del Nord: a Londonderry, scontri tra truppe britanniche e dimostranti cattolici. Seguono attacchi terroristici dell'IRA
  2. Italia: il presidente Leone sciogli anticipatamente le Camere (è la prima volta nella storia della Repubblica) e indice nuove elezioni, che vedono il successo di misura del PCI, con Luigi Longo presidente ed Enrico Berlinguer segretario.
  3. Nuovi indiscriminati e massicci bombardamenti americani nel Nord del Vietnam non impediscono le offensive nord-vietnamite e vietcong nel sud del paese. Nixon annuncia la sospensione dei bombardamenti (30 dicembre)
  4. Monaco di Baviera: durante le Olimpiadi, terroristi palestinesi sequestrano alcuni atleti israeliani. Segue un conflitto con la polizia, nel quale muoiono i nove ostaggi e cinque guerriglieri
  5. Stati uniti: scoppia lo scandalo Watergate. Vengono condannate per spionaggio alcune persone penetrate nel Palazzo Watergate, sede del partito democratico.
  6. Il repubblicano R.Nixon è rieletto alla presidenza degli Stati Uniti per il quadriennio
  • 1973:
  1. Parigi: il rappresentante americano Kissinger e quello nord-vietnamita Le Duc Tho firmano un accordo che pone fine all'impegno americano nel Vietnam e prevede la riunificazione del Paese
  2. Stati Uniti: inizia l'inchiesta del Senato americano sul presidente Nixon per lo scandalo Watergate
  3. Grecia: un referendum dichiara abolita la monarchia e instaura una repubblica presidenziale. Primo presidente è il colonnello G.Papadopulos
  4. Cile: un colpo di stato militare porta all'uccisione del presidente Allende. Si forma un agiunta militare guidata dal generale A.Pinochet, che instaura una dittatura e reprime le forze progressiste
  • 1974:
  1. Italia: le Brigate Rosse sequestrano per la prima volta un magistrato: è Mario Sossi, di genova, liberato dopo un mese
  2. Portogallo: "rivoluzione dei garofani": un colpo di stato incruento rovescia il governo reazionario di Caetano. Il generale A. de Spinola è nominato presidente della Repubblica
  3. Italia: vittoria dei "divorzisti" (59,1%) nel referendum voluto dalla DC per abrogare la legge "Fortuna-Baslini"
  4. Italia: (24 maggio) a Brescia, durante una manifestazione sindacale, strage fascista in Piazza della Loggia: 8 morti e 101 feriti.
  5. Grecia: cade il "regime dei colonnelli". Viene richiamato dall'esilio l'ex primo ministro K.Karamanlis
  6. Stati Uniti: il presidente Nixon, colpito dall' "impeachment" in seguito al clamoroso scandalo del Watergate, è costretto a rassegnare le dimissioni. Assume la presidenza il vicepresidente Gerald Ford
  7. Italia: strage fascista sul treno Italicus: 12 morti, 48 feriti. L'attentato è rivendicato da "Ordine Nero"
  8. Italia: viene arrestato Renato Curcio, uno dei capi delle Brigate Rosse
  • 1975:
  1. Italia: viene approvata la legge che abbassa a 18 anni l'età minima per il voto
  2. Vietnam del Sud: i guerriglieri vietcong sferrano una decisiva offensiva che giunge a liberare Saigon. Gli americani lasciano il paese
  3. Viene firmato dai ministri degli esteri italiano e iugoslavo il trattato di Osimo, che stabilisce la linea di frontiera tra i due paesi risolvendo definitivamente l'annosa questione dell'ex territorio libero di Trieste
  4. Spagna: muore il dittatore Francisco Franco e, secondo una legge del 1947, sale al trono il re Juan Carlos I di Borbone
  • 1976:
  1. Cambogia: è primo ministro Pol Pot, leader dei khmer rossi che instaura un sanguinoso regime dittatoriale
  2. Italia: disastroso terremoto in Friuli: quasi 1000 morti, migliaia di feriti, danni per oltre 1000 miliardi di lire.
  3. Nasce la Repubblica socialista del Vietnam, con capitale Hanoi
  4. Un'organizzazione terroristica palestinese dirotta un aereo di linea facendolo atterrare ad Entebbe (Uganda). Dopo alcune settimane ha inizio lo spettacolare raid degli israeliani, che assaltano l'aereo uccidendo i terroristi e liberando gli ostaggi.
  5. Roma: (10 luglio) l'organizzazione neofascista "Ordine nuovo" uccide il sostituto procuratore della Repubblica V.Occorsio
  6. Cina: Muore il presidente Mao Zedong. Gli succede Hua Kuo-feng, già primo ministro
  7. Stati Uniti. viene eletto presidente il democratico J. Carter
  • 1977:
  1. Italia: (giugno) le Brigate Rosse feriscono dodici giornalisti
  2. Iniziano le ostilità tra Cambogia e Vietnam
  3. Italia: durante l'anno sono stati compiuti 2128 attentati terroristici, il doppio di quelli del 1976
  • 1978:
  1. Italia: il 16 marzo in via Fani a Roma, verso le 9.15, viene intercettata da un commando delle Brigate Rosse l'auto che trasporta il presidente della DC, Aldo Moro, dalla sua abitazione alla Camera dei deputati dove doveva insediarsi il quarto ministero Andreotti. A. Moro viene rapito; uccisi i 5 uomini della sua scorta
  2. Italia: approvato dal governo un decreto legge con attuazione immediata che dà alla polizia più potere per la lotta al terrorismo
  3. Italia: (9 Maggio) viene rinvenuto senza vita il corpo dello statista Aldo Moro: era rinchiuso nel bagagliaio di una macchina posteggiata nel centro di Roma. Il giorno dopo si dimette il ministro dell'Interno F.Cossiga
  4. Italia: si dimette il Presidente della Repubblica, S. Leone, accusato di attività speculative e irregolarità fiscali. non era mai accaduto nella storia della Repubblica italiana
  5. Continua feroce la guerra tra Vietnam e Cambogia, quest'ultima appoggiata dal Governo comunista di Pechino.
  6. Italia. il socialista Sandro Pertini è il settimo presidente della Repubblica
  7. Dopo 41 anni di gelo, Cina e Giappone firmano un trattato di pace e collaborazione
  8. Città del Vaticano: il 6 agosto muore Papa Paolo VI, al secolo Giovanni Maria Montini. Viene eletto, alla quarta votazione, il nuovo papa: è Albino Luciani, che assume il nome di Giovanni Paolo I
  9. Stati Uniti: viene firmato a Camp David uno storico accordo tra Egitto e Israele che prevede il ritiro degli Israeliani dal Sinai e la prossima stipulazione di un trattato di pace. L'accordo è duramente criticato nel mondo arabo.
  10. Città del Vaticano: il 29 settembre muore improvvisamente Papa Giovanni Paolo I, dopo soli 33 giorni di pontificato. Il 16 ottobre viene eletto papa il cardinale polacco Wojtyla Karol, che assume il nome di Giovanni Paolo II. E' il primo pontefice non italiano dal 1523 ed è il primo papa polacco della storia.
  11. Iran: l' ayatollah Khomeini, capo del movimento musulmano sciita, guida la rivolta interna contro lo scià Reza Pahlavi
  12. Le truppe vietnamite occupano i principali centri della Cambogia. Il regime dispotico di Pol Pot ha nel frattempo causato la morte di quasi 2 milioni di cambogiani.
  • 1979:
  1. La Cambogia, occupata dai vietnamiti, assume il nome di Repubblica popolare della Kampuchea. L'invasione vietnamita è condannata dalla Cina e dall'ONU
  2. Iran: lo scià lascia il paese rifugiandosi in egitto e poi negli Stati Uniti. E' il ritorno trionfale dell'ayatollah Khomeini. Iniziano i processi sommari contro gli esponenti del passato regime
  3. Italia: doppio tragico attentato delle Brigate Rosse: a Genova viene ucciso il sindacalista del PCI Guido Rossa. A Milano, è ucciso nella sua auto il magistrato E.Alessandrini
  4. Stati Uniti: a Washington viene firmato, con la mediazione del presidente Carter, il trattato di pace tra Israele ed Egitto
  5. Gran Bretagna: alle elezioni, schiacciante vittoria dei conservatori (43,9%). Forma il nuovo governo Margaret Thatcher, detta "Lady di ferro", prima donna in Europa a ricoprire la carica di primo ministro
  6. Italia: inizia l'"era Craxi". Il presidente Pertini affida l'incarico di governo a Bettino Craxi, segretario del PSI. E' la prima volta che un socialista viene chiamato a formare un governo. Solo un mese dopo però Craxi rinuncia alla carica per l'opposizione della DC. Pertini affida quindi l'incarico al democristiano F. Cossiga
  7. Afghanistan: l'Unione Sovietica invade il paese, giustizia Mohamed Takari e pone al potere Babrak Karmal
  8. Italia: sconcerto nel mondo della musica. Nella sera del 27 agosto, in Sardegna, viene rapito dall'"Anonima sequestri" sarda, il celebre cantautore genovese Fabrizio de Andrè, assieme alla moglie Dori Ghezzi. Verrano entrambi rilasciati dopo 4 mesi di prigionia dietro il riscatto di 550 milioni di lire.

(*): si è scelto, per ovvie ragioni di coerenza storica, di cominciare l'esposizione degli eventi a partire dalla data simbolica del 1968: come è noto, infatti, gli accadimenti di quell'anno così particolare avranno importanti ripercussioni anche in seguito.

Storia di un impiegato

Storia di un impiegato esce in un decennio "caldo" (a grandi linee quello che va dal 1968 al 1977). Allora più di oggi la musica era qualcosa di più di un semplice passatempo: le canzoni, specie quelle dei cantautori più impegnati, si traducevano spesso in veri e propri "manifesti di pensiero", cartine tornasole di un mondo raccontato con le lenti mai banali dell'accusa o dell'ironia. Nelle canzoni di De Andrè, in particolare, è dedicata particolare attenzione alla condizione delle classi operaie, dipinte, con alcuni efficaci tocchi di pennello, sullo sfondo di un'Italia in perenne mutamento, divisa tra il benessere del "boom" economico, che l'aveva vista protagonista solo pochi anni prima e il sangue versato nelle piazze, macchia indelebile di affronti politici che si traducevano sempre più spesso in lotta armata. Quindi, "fare musica" aveva un significato ben più profondo del semplice risultato artistico: il significato simbolico di tante canzoni era l'arma segreta in possesso del cantautore con la quale poteva comunicare al suo pubblico; la voce, mai urlata, con la quale esprimere il proprio dissenso. In quest'ottica, De Andrè rappresenta forse uno spartiacque fondamentale: altri prima e dopo di lui (si pensi a Pietrangeli, Lolli, Guccini solo per citarne alcuni) si sono cimentati con tematiche di carattere politico, ma nessuno come lui l'ha fatto in modo così ampio, onnicomprensivo, e soprattutto (ci sia permesso) poetico. Paradossalmete però tutto questo non gli guadagnò inizialmente il favore del pubblico. Il linguaggio spesso oscuro, il verso ardito, una certa sensibilità verso tematiche considerate prettamente "borghesi" gli alienarono, almeno all'inizio, il favore di chi voleva farne un paladino colto della propria causa. Ma come ogni spirito libero, De Andrè rivendicherà sempre il proprio diritto a cantare del mondo visto coi propri occhi. Senza pretese, senza illusioni.

L'Album(*)

Con "Storia di un impiegato" siamo tuttavia dinanzi ad una svolta nel modo di fare musica in De Andrè. In questo album molto innovativo in quanto a suoni ed arrangiamenti, il cantautore genovese affronta il tema a lui tanto caro della condizione della classe operaia senza trascurare riferimenti espliciti ai moti studenteschi che, partiti dalla Francia, dilagarono ben presto nel resto d'Europa. La "Canzone del Maggio", di cui si tratterà dettagliatamente più avanti, è emblematica da questo punto di vista: se da un lato essa contribuisce a guadagnargli il favore di quanti, dopo lo "sgarro" de "La Buona Novella", gli avevano voltato le spalle accusandolo di "collusione col mondo borghese", dall'altro lato essa, riprendendo un canto degli studenti del Maggio francese, amplifica col pungolo delle sue parole lo sdegno di De Andrè nei confronti di quanti, pur essendo coinvolti, scelgono di non schierarsi, di non prender parte. E' un procedere innaturale contro il valore delle proprie idee che De Andrè non può accettare nè tacere. Questa canzone è una sorta di introduzione a quello che si rivelerà poi essere un "concept-album" (disco cioe' in cui tutte le canzoni sono legate fra di loro come i capitoli di un romanzo). Il protagonista è un impiegato trentenne, dedito, come molti lavoratori della sua categoria, molto più alle piccole faccende quotidiane e familiari che ad una visione più ampia degli infiniti sentieri della vita. Ascoltando il brano studentesco cinque anni dopo le lotte, tuttavia, l'impiegato, nel brano "La bomba in testa" comincia a chiedersi per quale motivo dei ragazzi poco più giovani di lui, invece di adagiarsi su di una vita costellata di frasi fatte ("Grazie a Dio", "Buon Natale") e di un posto di lavoro sicuro, si siano lanciati in una rivolta così feroce e, quasi certamente, condannata alla sconfitta. Si rende conto, quindi, di trovarsi a far parte di quella schiera di persone che gli studenti combattevano, inchiodato alla sua vigliaccheria, dovuta alla sottomissione automatica che il potere impone in chi lo accetta passivamente. E proprio quando la sua età e le sue abitudini lo potevano completamente mettere fuori gioco, si accorge di avere la forza per ribellarsi al potere stesso, anche adesso che le rivolte studentesche sono finite, e comincia ad immaginare un modo per farlo, e per "farcela da solo".E comincia a sognare; un sogno che si articola in tre brani di grande atmosfera, in cui l'impiegato "cataloga" i vari tipi di potere, da quello borghese a quello paterno, fino a quello ufficiale della magistratura, trovando un filo che li unisce tutti quanti. Dapprima sogna di mettere una bomba in un ballo mascherato dove sono radunati tutti quei personaggi che, nella storia, hanno simboleggiato un potere, una bandiera, un ideale. Chiaramente dietro questi personaggi si possono scorgere delle "figure ombra" del potere di quel periodo, ma il senso dell'accusa rimane comunque immutato al di la' dei singoli uomini. C'è Cristo "drogato da troppe sconfitte", costretto a rappresentare adesso proprio quella classe clericale che con le sue idee avrebbe invece voluto combattere, e sua madre Maria, offuscata dall'importanza di un figlio cosi' glorioso e che rimpiange quando era incinta come tutte le madri normali. C'è Dante Alighieri, il sommo poeta, che, forse per invidia, vorrebbe trasformare un amore normalissimo come quello di Paolo e Francesca in un chissà cosa di straordinario. La bomba dell'impiegato normalizza, la bomba rende tutti uguali, distrugge allo stesso modo i ricchi e i poveri, i perdenti e i vincitori, gli illusi e i disillusi. La bomba è imparziale, trancia odi e amori, speranze e rimpianti, vanità e invidia. Così come esplodono i vezzi della Statua della Liberta', che dallo specchio voleva conferme alla sua bellezza e agli ideali che crede, sbagliando, di rappresentare. Al ballo non manca nemmeno l'ammiraglio Nelson, fiero condottiero colonialista e impavido comandante che portò il suo esercito al trionfo diTrafalgar rimanendo però ucciso nella battaglia. Quale allegoria più spietata per condannare l'assurdità della guerra? Ci sono poi il padre e la madre dell'impiegato, le prime figure di potere che incontriamo nella nostra vita e che, magari a scapito del figlio, fanno di tutto per soddisfare i propri bisogni personali, sia materiali che psicologici credendo di fare il bene dell'erede e rovinandogli invece la vita. Anche loro esploderanno, liberando il figlio dalla loro autorità. Per ultimo esplode l'amico che ha insegnato all'impiegato l'arte della bomba. Qui viene alla luce il punto più alto di individualismo, quella libertà assoluta che, per essere completa, non deve sopportare remore di nessun tipo e non deve ringraziare nessuno. Ed e', "Storia di un impiegato", fondamentalmente il disco di un individualista sconfitto. L'azione autonoma, la vendetta solitaria: tutto viene visto in funzione della liberazione da tutto, perche' tutto e' potere, padroni, amici, poliziotti e genitori. Questa vendetta cieca verso il potere altro non è che un ultimo disperato sfogo di un uomo solo e fragile (aggettivo che De Andre' ci riproporra' anni dopo in un contesto forse piu'vicino a questo di quanto possa sembrare) ed incatenato per anni, senza accorgersene, ai voleri di chi sta sopra di lui. Ma l'illusione dell'impiegato durera' poco. Infatti nel successivo brano, "Sogno numero due", un parlato quasi psichedelico in cui la voce di De Andrè riecheggia come uno sparo nel buio, la voce narrante è quella di un giudice. L'impiegato è stato infatti scoperto, e ora crede che ad attenderlo ci sia una pena terribile. Scopre invece, attraverso le parole del giudice, che il potere gli è grato per quella bomba, perché il potere si deve sempre rinnovare, non può rimanere molto tempo nelle stesse mani, e, distruggendo una parte di esso con la bomba al ballo, l'impiegato entra automaticamente a far parte del potere stesso che credeva di annientare. Lui con la bomba ha "assolto e condannato" al di sopra del giudice stesso che ora gli parla e può decidere autonomamente la sentenza che lo riguarda. Ecco il potere, quindi, che si dimostra quasi invincibile ed estraneo alle singole persone: se ti ribelli, non ha problemi a prenderti nelle sue fila, se pensi di colpirlo, lo hai invece aiutato. Il passaggio al brano successivo, "Canzone del padre", lascia spazio a molti interrogativi che, ovviamente, solo De Andre' potrebbe spiegare a pieno. L'impiegato probabilmente è in una fase di confusione mentale, il sogno gli sta rivelando quella che poi si dimostrerà essere la cruda verità di cui sopra: il potere non può essere sconfitto, è troppo grande e radicato, tutt'al più si può entrare a farne parte fino a quando lui decidera' che va bene. Difatti l'impiegato prende il posto del suo stesso padre, entra in un gradino di mezzo della piramide del comando, rappresentata nel brano da un ponte da cui vedrà sia delle navi piccole che potrà indirizzare a piacere, sia delle navi grandi che "sanno già dove andare". La metafora e' fin troppo chiara: sei entrato nel potere ed hai qualcuno da comandare, ma avrai sempreanche qualcuno che ti comandera'. L'impiegato si accorge di come la vita del padre di famiglia sia piena di frustrazioni. Osserva Berto, amico dei tempi della scuola, che vede la madre lavandaia morire, e la seppellisce in mezzo alle lavatrici, macchine moderne che consentono alla classe borghese di evitare proprio la professione della mamma di Berto che, stanco e stremato, si lascia sopraffare dalla pioggia, senza fede ne speranza, e, come ogni poveraccio, viene liquidato dai giornali come "morto arrugginito".Dalla posizione del padre, poi, l'impiegato puo' vedere quanto sia snervante una vita sempre uguale, fra crisi di coppia e conti in banca che piangono. La moglie è sempre più distante da come l'aveva conosciuta, il figlio, disperato come e piu' del padre, prende la via della droga e si lascia morire, senza la preoccupazione di rialzarsi. Anche la famiglia, piccola costruzione gerarchica, e' quindi un fallimento e non puo' costituire un ancora di salvezza per chi cerca di liberarsi dal potere. L'impiegato, a questo punto, si sveglia. E' sudato, ma ha le idee più chiare. Prima della fine del sogno si è rivolto idealmente al giudice attaccandolo ("Vostro onore sei un figlio di troia") e, finalmente nella realtà, lancia il guanto della sfida al potere: "Ci vedremo davvero, io ricomincio da capo."Il brano successivo è "Il Bombarolo", ballata che riprende la parte musicale iniziale del disco. L'impiegato ha capito che il suo vero obiettivo non deve essere un semplice ballo dell'alta borghesia, bensì il Parlamento, luogo dove il potere esercita materialmente il proprio ruolo. Prima di far esplodere la bomba, l'impiegato si esprime contro diverse categorie di persone che avverserebbero il suo gesto. Innanzitutto gli impiegati come lui, quelli che si sono piegati alla vita comoda e a cui va bene che il potere decida al posto loro. Poi gli intellettuali, che con acrobazie improbabili cercano una via di cambiamento ormai da quando sono nati come categoria, senza decidersi, in pratica, ad affrontare alcuna azione materiale. In seguito la minaccia agli stessi soci vitalizi del potere, che sono latitanti ancor prima dell'impiegato stesso: lui lo sarà dopo la bomba per la legge, loro lo sono adesso che stanno per morire. Da notare che l'impiegato stesso si definisce un "trentenne disperato", ed arriva a questo gesto come ad un' ultima, estrema mossa per cercare di salvarsi, conscio già, forse, di non poterci riuscire. Purtroppo per lui la sua abilità dinamitarda rimane nel sogno, e, invece del Parlamento, ad esplodere è un' innocua edicola. Questo è il momento di maggiore disperazione dell'impiegato: a questo punto capisce di non avere scampo, di avere fallito totalmente, e, nei giornali dell'edicola che salta in aria, gli sembra di scorgere l'immagine della sua donna che, contrariata dalle sue gesta folli, lo lascia solo, disperato, avvilito, distrutto.E, dal carcere, l'impiegato si rivolge a lei, in una sorta di preghiera d'amore che ripercorre tutta la loro storia. Il sentimento è passato anche sopra le incomprensioni di carattere ideologico, ed è un qualcosa di troppo personale e complicato da raccontare ("un amore così lungo tu non darglielo in fretta"). Nella canzone c'è anche molta amarezza, per come la donna amata non abbia resistito al richiamo della società borghese, concedendosi, ora che l'impiegato è in carcere, al primo uomo che la mantenesse.In fin dei conti la canzone è facilmente riassumibile negli ultimi versi delle strofe in cui l'impiegato ammette che, nonostante l'amore reciproco,nessuna delle due personalità è cambiata e, dopo che lui è finito in carcere, la donna si è "fatta scegliere" da quel potere che l'impiegato ha cercato, invano, di distruggere. Due modi diversi di schierarsi e, inevitabilmente, una fine diversa. L'ultima canzone del disco, "Nella mia ora di libertà", l'impiegato racconta il carcere, negazione massima della libertà secondo il pensiero comune. Eppure anche la prigione è una piccola metafora del mondo: i secondini sono il potere, i carcerati le vittime che dovrebbero subire in silenzio.E diventa più che mai simbolica quell'ora d'aria in cui i secondi possono evitare il rapporto con i primi, "chiudendoli" a loro volta metaforicamente dentro il carcere ("di respirare la stessa aria di un secondino non mi va"). L'individualismo, sconfitto dai fatti, viene sostituito a questo punto da una nuova forma di lotta, la rivolta di massa, la stessa degli studenti del Maggio francese che apriva il disco, la stessa che mise l'impiegato nella condizione di guardarsi intorno e capire "che non ci sono poteri buoni". Nonostante il potere abbia dimostrato all'impiegato la propria forza, lui non riesce comunque a chinare la testa e ad arrendersi. Il disco si conclude come si era aperto: con i versi più significativi della "Canzone del Maggio": "per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti".

(*) Per la parte riguardante il commento all'album si è scelto di fare riferimento al sito: http://www.viadelcampo.com/html/storia_di_un_impiegato1.html

Gli anni del terrorismo: lo sguardo di un artista

Non è mai semplice accostarsi alla storia contemporanea. La grande pluralità delle fonti, e l'inevitabile divergenza fra i punti di vista utilizzati rendono il lavoro dello storico complesso e ricco di pericoli. Ancora più arduo è il compito dello storico che voglia accostarsi alla storia di un determinato periodo partendo da un'espressione artistica ad essa collegata. Pur essendo impossibile scindere completamente gli occhi dell'artista, che "bruciano" di fronte a ciò che vedono e reinterpretano secondo schemi necessariamente non oggettivi la realtà di cui sono testimoni, da quelli del semplice osservatore del tempo, è comunque possibile fornire almeno il punto di vista, la bussola con cui il lettore può osservare l'ottica intrapresa dall'artista e tentare di traslare il fatto entro le coordinate originali.

De Andrè e il Maggio

Il cantautore riflette a posteriori sull'esperienza del maggio francese e di tutte le sue conseguenze successive. In un certo senso l'evento è già storico, già lontano, e sebbene l'impiegato protagonista del racconto viva ancora la propria esperienza come riflesso degli ideali sessantottini, può già guardare ad essi con un certo distacco, un distacco che contiene sia il punto di vista drammatico e personale del protagonista, che quello storico e oggettivo.
Egli vede che la forza degli ideali del '68 è stata persa, travisata, rigettata e che la vita di tutte le persone comuni continua come se nulla fosse accaduto. Eppure, volenti o nolenti, la loro parte nella vicenda l'hanno recitata tutti. La società ne è stata scossa nella sua interezza ed il rifiuto di fronte a questa chiamata è una colpevole debolezza, una paura che però non cancella le potenzialità dell'evento.
De Andrè, per esigenze artistiche e non solo, si immedesima completamente nella mente dell'impiegato, che si trova ad un bivio di fronte alla realtà che osserva. La scelta tra l'individualismo (inconsapevole all'inizio) di azione terroristica e la rinascita dello spirito del Maggio, frutto dell'agire collettivo . Questo bivio però non si presenta in forma chiara alla mente del futuro bombarolo: le due strade ai suoi occhi si intersecano e non vede una soluzione prima delle visioni del sogno. Il fallimento dell'attentato al parlamento però, e il ritorno alla brusca realtà segnerà la fine dell'esperienza "storica" del "rivoluzionario armato", evidenziando come la via del Maggio non conduca per quella strada.
La conclusione del cammino, nel purgatorio della prigione, trova solo una soluzione per così dire "morale". Tutti sono responsabili del fallimento, o meglio del tramonto del Maggio, tutti sono coinvolti. Questo grande viaggio nello spirito del Maggio storico e ideale si conclude dunque con un monito che ricorda che l'ombra del '68 è sempre lì, pronta a risuonare sotto le note della "Canzone del Maggio".
Agli occhi dell'osservatore contemporaneo, a trent'anni di distanza dai fatti narrati, non è facile comprendere quella che può apparire una differenza "formale" in un clima di generale adesione. Lui e il bombarolo sono dalla stessa parte della barricata, ma lui ha la capacità di trovare la linea di demarcazione tra azione morale e azione immorale: questo grazie forse al personale taglio critico che gli deriva dall'essere un cantautore, il cui compito è narrare in primis la vicenda personale e spicologica dei suoi soggetti, così come del tempo in cui essi si muovono. La sopresa è che la morale viene completamente annullata, così come l'appartenenza ad una parte: la guerra personale individualistica del bombarolo lo renderebbe uguale a coloro che reggono la società che tanto disprezza, perchè sarebbe solo un affermazione personalistica. Capisce che il vero cambiamento deve avvenire nel pensiero delle gente, nel modo di rapportarsi agli eventi e che l'ineluttabilità della storia comunque trionferà, perchè l'incredibile potenza della consapevolezza collettiva guiderà gli eventi, al di là degli schieramenti e alle convinzioni personali. La storia non ha una morale, ma prosegue per la sua strada senza condizionamenti.
Grazie a queste coordinate dovrebbe ora essere possibile comprendere come il problema non sia tanto ideologico, e non riguardi l'insieme di valori e cognizioni dello storico, quanto la sua impostazione generale. Quella evidenziata da De Andrè è una battaglia di idee in un mondo in cui le idee non hanno realmente peso, quello che resta è la comprensione degli eventi nell'ambito del percorso storico generale.

Dal Maggio al Terrorismo

Qui è proposta un'analisi in dettaglio della "Canzone del maggio", pezzo che apre l'opera e che ne è allo stesso tempo introduzione e summa. Attraverso questa operazione di esegesi, da buoni storici, cercheremo di separare arte e storia, ideologia e ideali del cantautore in modo da evidenziare il punto di vista da lui utilizzato e fornire una chiave di lettura quanto più imparziale allo storico dell'arte musicale che si accosta a questo blog.

"Canzone del Maggio"

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.

Da questo primo verso il genovese mette subito in chiaro la sua prospettiva, che sebbene non si possa ascrivere completamente dalla parte di chi ha preso parte agli eventi e a ciò che ne è derivato (l'esempio del bombarolo), abbraccia certamente la portata ideologica e materiale che il maggio (significativo l'uso dell'aggettivo "nostro") ha riversato nelle strade, nelle vite di tutti, partecipanti o meno. Tutti, tutti sono "colpevoli" nel senso cristiano del termine: la storia degli uomini ha subito un'accelerazione, si è manifestata con prepotenza e quasi come un hegeliano spirito del tempo ha toccato e cambiato tutti, segnandoli con il suo marchio rosso, come il fuoco che brucia le auto operaie e il rosso delle bandiere sventolate in piazza.



E se vi siete detti non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco provate pure a credevi assolti siete lo stesso coinvolti. Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso la notte che le pantere ci mordevano il sedere lasciamoci in buonafede massacrare sui marciapiedi anche se ora ve ne fregate, voi quella notte voi c'eravate.

Il cantautore vuole sottolineare con ancor maggior forza l'ineluttabilità dell'evento. Il rifiuto, la volontà di estraniarsi dalla "marea del nuovo" (anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso) non è possibile, perchè non sarà la riapertura delle fabbriche (la normalità che ritorna), il corso della "giustizia" o le manganellate dei poliziotti (le pantere) a ripararli. Le idee non temono porte. E d'altra parte assume maggior peso il tema della colpevolezza passiva, che assume un tono. Il maggio ha scavato una fossa profonda tra il nuovo e il vecchio sistema e i suoi sostenitori. Non è possibile astenersi dal confronto. O lo si appoggia o lo si rifiuta. La scelta di Pilato, nonostante la "buonafede", alquanto ironica e tagliente come espressione, non è possibile.

E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri, senza le barricate senza feriti, senza granate, se avete preso per buone le "verità" della televisione anche se allora vi siete assolti siete lo stesso coinvolti.

De Andrè ora assume toni quasi danteschi, proponendosi come restauratore della verità. Nonostante la banale e parziale verità della televisione (il mezzo di comunicazione più superficiale, che sottende una comprensione minima o nulla degli eventi), che ha sancito il ritorno allo status quo, e ha ridotto a problematiche di disordine sociale la battaglia per il cambiamento, non è possibile accettare questa verità e assolversi, quasi la televisone assumesse il paradossale mantello di una "confessione di stato".Il ritornello, pressante, tagliente e che non ammette repliche nè compromessi ritorno ad affermarlo.



E se credente ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina, convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti, per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti.

Ancora una volta Faber sottolinea come nessun atto possa fermare la portata superiore, spirituale quasi dell'evento, che sorvola le azioni e le false coscenze, le paure della gente, gli ostacoli materiali e continua a incarnarsi nella volontà generale del progresso. Loro, i "figli del maggio", i portatori dei nuovi ideali di rinnovamento sociale, materiale e morale, non hanno terminato il loro compito. "Verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte." Tutti, sono parte del processo innescato dal maggio, non è la piazza la sua sede, ma le case di ogni uomo, e la voce di De Andrè, la voce del '68 non si fermerà di fronte alle porte chiuse, alla menti chiude della gente. "Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti". Non si scappa dalla storia.